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Full text of "Aroldo : libretto in quattro atti"

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LIBRETTO  IN  QUATTRO  ATTI  DI  F.  M.  Pi  A  VE 


MUSICA  DEL  MAESTRO 


Gl  US  E P  PE  VERDI 

OFFICI  AI.  E  DELIA  LEGION  D’  ONORE 

DA  RAPPRESENTARSI 

AL  NOBIL  TRATIÌO  DI  APOLLO 

NEL  CARNEVALE  1857  IN  58 


R  0  M  A 

Tipografia  Olivieri  in  Piazza  di  Sciarra  al  Carso  336 

Con  permesso. 


PERSONAGGI 


ATTORI 


AROLDO,  cavaliere  sassone  Giuseppe  Musiani 
MINA,  di  lui  moglie,  figlia  di  Carlotta  Carozzi-Zucchi 
EGBERTO,  vecchio  cavaliere 

vassallo  di  K.ent  ....  Leone  Giraldoni 
BR1ANO,  Solitario.  .  Cesare  Bossi 

GODVINO,  cavalierdi 

ventura  ospite  d’  Egberto  .  Giuseppe  Bazzoli 
ENRICO,  cugino  di  Mina  .  Luigi  Fossi 
ELENA,  sua  cugina  .  .  .  Carolina  Decaroli 

JORG,  servo  d’Aroldo  cho  . 
non  parla . 

CORO  E  COMPARSE 

Cavalieri,  Gentiluomini  e  Dame  di  Keulh; 

Scudieri,  Paggi,  Araldi,  Cacciatori,  Sassoni, 

Paesane  scozzesi 

Epoca  il  4200  circa. 

Scena ,  pei  primi  tre  atti  la  dimora  d ’  Egberto 
presso  Kenth ;  pel  quarto  le  sponde  del  lago 
Loomond  in  Iscozia . 

Le  prime  4  scene  sono  dipinte  dal  Sig.  Giuseppe  Ceccalo 
La  5a  dal  Sig.  Carlo  Bazzani 
M.  Direttore  della  Musica  Sig.  Eugenio  Terziqni 
Primo  Violino  Direttore  d’  Orchestra  * 

Sig.  Cav.  Emilio  Angelini 
Poeta  Direttore  di  scena  Sig.  Giuseppe  Concetti 
M.  Istruttore  de’  Cori  Sig.  Pietro  Dolfi 
Capo  Sarto  Sig.  Salvatore  Minota 
Attrezzista  Sig.  Andrea  XJ azere r 
Direttore  del  Machinismo  Sig.  F rance scò  Morelli 
Buttafuori  Fabio  Fabi 

11  Vestiario,  scenario,  attrezzi,  machinismo  ,  etc.  sono 
di  proprietà  dell’  impresario  Sig.  Vincenzo  Jacovacci. 
™  -  ■  -  -'■■■■—  -■  "■■■  ■  »  . —  ■  »  — 

Il  presente  libretto  e  relativa  musica  sono  proprie¬ 
tà  dell’  Editore  TITO  DI  GIO.  RICORDI  che  la  pone 
«otto  la  tutela  delle  leggi  vigenti  in  proposito. 

MUSIC  LIBRARY 
UNC-CHAPEL  HILL 


ATTO  F12MO 


SCENA  PRIMA 


Salotto  nella  dimora  d ’  Egberto.  Gran  finestra 
nel  mezzo ,  fuor  della  quale  si  vedranno  i  merli 
del  castello .  Soavi  porte  laterali  ,  tavola  coW 
occorrente  per  iscrivere  ,  sedie  ,  ecc. 

La  stanza  è  vuota.  Interni  canti  dalia  destra 
indicano  ìa  fine  d’  un  banchetto. 

Coro 


"Sbocchiamo!...  a  gaudio  inso] 
Dischiudasi  ogni  cor  ! 

AI  prode  Aroldo,  al  reduce 
Di  Palestina  ,  onor  ! 

Per  lui  di  Kenth  più  splendida 
La  stella  sfolgorò. 

Finché  avran  vita  i  secoli 


Il  nome  suo  eternò. 
Tocchiamo  !...  poiché  intrepido 
Corone  egli  mietè  , 

Soave  ed  ineffabile 
D’  amore  avrà  mercè. 

Chi  forte  potea  vincere 
L’  infido  saracen 
Godrà  posarsi  placido 
Di  fida  sposa  in  sen. 


SCENA  II. 

Mina  agitata  ,  dalla  destra. 

Ciel,  ch'io  respiri  !...  il  gaudio  del  convitto, 
Onde  si  plaude  al  reduce  mio  sposo , 
Supplizio  era  per  me  !...  che  feci  mai  !... 

Ah  ,  Godvino  ascoltar  era  delitto 

Per  me  !..  Dovunque  ora  nf  insegue.  Temo 

Che  rea  mi  tenga  Aroldo  ,  e  nel  rossore  , 

Non  il  timor  ,  legga  scolpito  :  colpa  ! 
Salvami  ,  o  ciel  pietoso  , 

Tu  che  mi  leggi  in  core  , 

E  sai  f  angoscia,  ond’  io  non  ho  riposo  !... 
Egli  vien  !... 


4 


SCENA  III. 

Detta  ,  Arolclo  e  Briano  dalla  destra. 

Aro .  Perchè  sì  triste  ? 

Mina  Oh  Aroldo... 

Aro,  Tu  se’ commossa  !... 

Mina  Dopo 

Tanti  perigli.... 

Aro.  E  vero  ,  senza  questo 

Pietoso  solitario 

Me  spento  forse  piangeresti ,  o  donna. 

Ferito  ei  mi  raccolse  ad  A  scalena, 

La  vita  mi  serbava  :  egli  qual  padre 
Mi  curò  quindi,  ed  io  qual  figlio  1*  amo  ; 

E  mi  seguìa,  che  giuramento  femmo 
Di  vivere  indivisi. 

Min.  Ed  egli  sia 

Genio  di  questo  tetto  protettore. 

Bri •  Per  sempre  dalla  colpa  e  dal  delitto 

Lo  preservi  virtù  del  suo  signore, 

SCENA  IV 
Aroldo  e  Mina 

Sotto  il  Sol  di  Siria  ardente, 

Ricoperto  di  aspre  maglie 
Questo  cor  nelle  battaglie 
Non  tremava  che  per  te. 

(Ah!  tai  detti  qual  rovente 
Lava  piombano  su  me  !  ) 

Lorchè  giacqui  per  ferita 
Lungamente  spasimando, 

Solo,  ah!  solo  a  te  pensando 
Si  leniva  il  mio  dolor. 

(Quanto  amore!...  Ah  di  mia  vita 
Fia  tormento  strugitor!  ) 

Ma  !...  lacrime  ti  grondano  !... 

Tu  tremi  !...  non  m’inganno  !... 

Ti  cruccia  ascoso  affanno?... 

Parla  al  tuo  sposo.... 

No. 

No  ?...  dunque  allor  sorridimi; 

Oggi  del  nostro  imene 
Ricorre  la  memoria... 

Lo  so...  (  Che  orrende  pene  !  ) 

Dal  cielo  henedivane 
Oggi  la  madie  nfia...  (le  prende  la  mano) 


Aro. 

Mina. 
Aro . 

Mina. 

Aro. 

Mina. 

Aro. 

Mina. 

Aro. 


5 


Oggi  il  suo  anel...  che  fia  !... 

Non  l’hai?..,  l’anel  dov’è  ?... 

Mina .  L’anello? 

Aro,  Ebben,  parlatemi... 

Mina .  Ah!... 

Aro,  Non  c’è  più  !...  Perchè  ?... 

Ah  bada  !...  la  sua  perdita 
Per  noi  saria  fatale  !... 

Coll  ultimo  suo  vale 
La  madre  mia  mel  diè. 

Pria  che  smarrirlo  un  fulmine 
Piombar  dovea  su  noi; 

Dovea  gli  abissi  suoi 

Aprir  la  terra  a  me.  ( squillo  interno 

di  trombe  ) 

SCENA  V, 

Detti  e  Briano  dalla  sinistra 


Bri .  I  tuoi  giungono...  vieni... 

Aro,  Brian!...  sou  teco...  (poi  a  Mina)  A  te  ritorno  tosto 

(escono  dalla  destra, 

SCENA  VI. 


Mina  quindi  Egberto  guardingo  dalla  sinistra. 

Mina  Tosto  ei  disse  !...  per  me  qual  scampo,  eh  cielo! 
(s' abbandona  sopra  una  sedia  col  volto  tra 

te  mani) 

Egb,  (Oh  miei  sospetti  !...  di  chiarirvi  è  tempo!... 

Di  mia  casa  l’onore  allo  lo  impone... 

O  Godvino,  se  il  macchiasti,  trema.) 

Mina  ( scuotendosi  prende  la  penna.) 

Sì,  si,  è  deciso...  il  tutto  a  lui  si  sveli...  ( scrive ) 
Egb.  ( impadronendosi  improvvi samente  del  foglio ) 
Che  fai?... 

Mina  ( spaventata )  Mio  padre!... 

Egb.  A  Godvino  scrivi?.,. 

Mina  Io  ?...  no. 


Egb .  %  Silenzio  ..  (legge)  Aroldo  , 

E  ver  che  un  traditore  !... 

Non  m’ingannava  dunque,  o  sciagurata!... 

Mina  Più  tacer  non  potea...  Soffriva  troppo... 

Egb.  Ed  ei  ?...  Disperazione, 

Morte  per  lui  qui  stanno.  ( indicando  il  foglio) 
Mina  Ciel  !... 

Si,  la  morte  .. 

Ah  no,  ch’ei  viva,  oh  Dio!... 
Ingannarlo  dovrò?...  No,  noi  poss’io. 


Egb, 

Mina 


6 


Mina 

Esb. 


Mina 

Egb. 

Mina 

Egh. 

Mina 

Egb. 


Mina 


Egb. 

Mina 

Egb. 

Mina 

Egb. 

Mina 

Egb. 

Min  a 
Egb. 
Mina 
Egb. 


Dite  -che  a  eterne  lagrime 
Mi  danna  il  vostro  core, 

Che  mi  astringete  a  fremere 
Di  duolo  e  di  terrore; 

Che  a  voi  del  padre  misero 
Giunger  non  può  la  voce, 

Che  I  a  sua  pena  atroce 
La  gioja  a  voi  darà, 

Ed  al  mio  fiero  strazio 
Altri  dannar  volete! 

Padre  !... 

Sì  vii...  ma  uditemi, 
Aroldo  salverete... 

D’amore  immeritevole, 

Dovrete  amor  subire  !... 

No.,  , 

E  d’uopo  fobbedire... 

Mai. 

Mai  ? 

No,  non  sarà. 

Ed  io  pure  innanzi  agli  uomini 
Dovrò  l’ira  soffocare  ? 

La  vergogna  dovrò  vincere  , 

Voi  mia  figlia  ancor  nomare  l 
Voi  l’indegna  che  detesto, 

Voi  de!  padre  disonor  ?... 

Oh  qual  fate  orrendo  strazio 
D’una  misera  tradita  !... 

Non  vi  dicon  queste  lagrime 
Che  noi  merto,  e  son  punita  ? 

A  tal  peso  non  è  avvezzo 
Questo  povero  mio  cor... 

Basti  adesso,  quel  pianto  tergete. 

Ah  noi  posso... 

Non  più,  lo  dogete. 

No,  noi  posso..., 

E  di  padre  volere. 

Non  lo  posso...  , 

E  di  moglie  dovere... 
Or  d’Aroldo  lo  esige  la  vita... 

(Me  infelice  !...) 

Lo  vo’  ... 

Chi  m’aita  ! 

Or  meco  venite,  il  pianto  non  vale; 
Potria  questo  pianto  tornarvi  fatale. 

S’è  vero  che  scevra  voi  siete  d’errore 
V’è  legge  il  silenzio,  io  esige  l’onore. 


1 


Il  core  d’Aroldo  sarebbe  squarciato 
Dal  solo  sospetto  del  vostro  rossore 

Mina  Orrenda  parola  !...  pur  colpa  non  Cede 
Quest’anima  ardente  d’amore  di  fede. 
L’insidia  d’un  tristo  mi  tolse  la  calma  ; 

Ma  rea  se  vi  sembra,  è  pura  quest’alma... 

Lo  giuro...  son  fida ...  Aroldo  adorato 
Qual  cosa  celeste  fu  sempre  dal  cor. {partono) 
SCENA  VII. 

Sala  illuminata  a  festa.  Sopra  un  tavolino  un  li¬ 
bro  chiuso  da  fermaglio  coti  chiave . 

Dame ;  cavalieri ,  s’ incontrano  e  si  di  figgono  a  diverse 
parti.  Per  un  istante  non  li  si  vedrà  che  nel  fon¬ 
do;  poi  Godvino  e  B riatto, 

God .  ( entra  cautamente  dalla  destra) 

O  Mina  tu  mi  sfuggi, 

Ed  io  cotanto  t’amo!... 

Ecco  il  suo  libro...  ed  eccone 

La  chiave!...  ( trae  di  tasca  la  chiave  ed  uno 

scritto  tenendo  sempre  le  spalle  volte  alla 

destra) 

Bri.  (entrando  dalla  destra)  (Giel,  che  vedo!.,  quale 
trama!) 

God.  ( chiudendo  il  biglietto  nel  libro) 

Saprò  così  mia  sorte). 

Bri.  (D’Aroldo  è  amico!...  e  qual  ?...  noi  ravvisai  !  ) 

God.  (si  confonde  tra ’  nuovi  invitati  ch'entrano 
e  sono  raggiunti  dai  primi.  Si  canta  il  seguente) 

Coro  E  bello  di  guerra  dai  campi  cruenti 
Al  tetto  natale  tranquilli  tornar! 

E  dolce  a’  suoi  cari,  felici,  plaudenti 
La  serie  de’  corsi  perigli  narrar. 
SCENA  Vili. 

Detti  Enrico  abbigliato  come  Godvino  ,  poi  Aroldo 
Mina  al  braccio  di  Egberto,  Elena ,  Scudieri. 

Enr.  ( stende  la  destra  a  Briano,  non  ottenendo 

risposta  che  d'un  freddo  inchino) 

Bri.  (Forse  costui!) 

Enr.  (si  ferma  a  caso  presso  la  tavola  ,  prende 
il  libro ,  e  trovatolo  chiuso  lo  lascia  e  si  confonde 

agli  altri) 

Bri.  (fissandolo)  fE  desso!...  si  discopra 

Il  mistero...  Puniscasi  la  colpa...)  (va  frettoloso 
ad  Aroldo  ch'entra ,  e  mentre  Egberto ,  Mina 
e  gli  altri  cordialmente  intrattengonsi,lo  trae 
sul  davanti  della  scena  e  rapidamente  gli  dice  ) 


8 


Vedi 


libro  ? 


Aro.  *1  vedo. 

Bri.  Ivi  s’attenta 

All’onore... 

Aro .  Di  chi  ?... 

Bri.  Al-  tiro  forse. 

Aro.  Cielo  ! 

Bri .  Vi  fù  chiuso  uno  scritto. 

Aro.  E  chi  ’i  celava  ? 

Bri .  ( indicando  Enrico)  Mira. 

Aro.  ( con  mal  represso  impeto). Enrico!..  Oh  inferno!. 
Tutti  ( affollandosi  intorno  ad  Aroldoi,  che  rimane 

cupa  me  nte  concentrato  ) 
Per  te,  de’  più  forti  possente  guerriero 
Che  tanto  di  Henth  crescevi  l’onor, 

Ogn’alma  ha  qui  un  voto,  costante,  sincero! 
S’infiori n  tuoi  giorni  di  pace,  d’amor. 

Egb.  Eterna  vivrà  in  Kent  la  memoria 
Del  gh  rioso  istante 

In  cui  m’ò  dato  accorvi  nel  mio  letto... 

Ed  or  di  re  Riccardo  alcuno  esponga 
Le  gesta  in  Palestina. 

Coro  Araldo...  a  voi...  narrate. 

Aro.  Io  ?...  no... 

Enr.  AI  comun  desìo 

V’  arrendete... 

Aro.  Voi  pur?... 

Enr.  Si. 

Aro r  Sì?...  A  scollate. 

Vi  fu  in  Palestina  tal  uomo  che  indegna 
L’onor  d’un  amico  d’insidia  fe’  segno. 

A  libro  racchiuso  fidava  uno  scritto 

Che  il  calle  appianargli  doveva  al  delitto. 

Un  vecchio,  vegliando  dell’ospite  il  lare, 

La  tresca  nefanda  giungeva  a  svelare!... 

Il  vii,  che  tradiva  la  fede,  l’onore, 

Accerchi  tremendo  l’eterno  furore... 

Ma  storia  simile  qui  un  vate  narrò; 

Gli  stessi  suoi  detti  ripetervi  vo’...  (prende  il 

libro) 

Mina  Ah  !... 

Aro.  Chi  |K r\  ? 

Eie. 

Mina 


IUSO  ...  . 

Ne  ha  Mina  fa  chiave... 

(Oh  Dio!...) 

Aro.  Apritelo  dunque... 

Mina  Che  dite  ì 

Aro-. 


li  voglio. 


\Con  dignità) 


Mina 

Aro.  Aprite  voi,  lo  replico, 

E  inutile  il  terrore. 

D’un  vile  traditore 
Qui  la  condanna  sta. 

Tutti  Oh  qual  m’invade  ed  agita 

Terribile  pensiero  !... 

Fatai,  fatai  mistero 
Quel  libro  svelerà! 

Aro .  Non  volete?  (a  Mina)  Farollo  io  stesso,  (rompe 

il  fermaglio ,  cade  il  biglietto) 

Uno  scrittoi... 

(Oh  Dio'!) 

{ad  Araldo  raccogliendolo)  V’arrestale. 

Non  v’ò  legger  tal  foglio  concesso... 

Chi  lo  scrisse,  cui  spetti  ignorate... 

Io  noi  curo...  rendetelo  ...  il  vo’.  (trasalendo) 
Vecchio  sono.... 

Fendetelo... 

.  No. 

Chi  ti  salva,  o  sciagurato,  {ad  Egb.  tra - 
Dallo  sdegno  che  m’accende?  salendo) 
Cieco  Tira  già  mi  rende, 

Più  non  freno  il  mio  furor. 

Mina  (frapponendosi  fra  Aro.  ed  Egb.) 

E  mio  padre!...  L’ira  vostra 
Su  me  tutta  cada  alfine  , 

Ma  le  nevi  di  quel  crine 
Rispettatele  signor. 

Egb .  Nel  recinto  dei  sepolcri  (piano  a  God.) 

Da  me  atteso  or  or  sarai; 

Armi  a  scelta  troverai... 

Ti  precedo,  o  tradi tor. 

God .  Freno  all’ira...  io  non  la  temo  (a  Egb.) 

Se  ch’io  sia  voi  conoscete, 

Sconsigliato  Invero  siete 
Nel  gridarmi  tradi  tor. 

Bri.)  Coro  A  turbar  la  bella  calma 

Che  spirava  in  ogni  petto, 

Certo,  un  demone  il  sospetto 
Ad  Aroldo  lanciò  in  cor. 


Mina 

Egb. 

Aro , 
Egb. 
Aro, 
Egb, 
Aro . 


(ad  Aro.) 


SQUADRO  E  CALA  LA  TELA») 


ATTO  SSG01S90 

SCENA  PRIMA. 

-aaCrgOSOC^' 

Antico  cimitero  del  castello  di  Kenth  a  sini¬ 
stra  in  fondo  si  vede  il  castello .  La  luna  fio¬ 
camente  rischiara  le  sparse  tombe  qua  e  là 
ombreggiate  da  secolari  cipressi.  Una  tra  quel¬ 
le  è  recente . 

Mina  dal  fondo  a  sinistra  agitatissima 

Oh  cielo  !...  ove  son  io!... 

Qui  mi  trascina  irresistibil  possa!... 

Qui  della  morte  è  il  regno...  è  tutto  orrore!.. 

In  ogni  tomba  sculto 
In  cifre  spaventose 
Il  mio  delitto  io  leggo!... 

11  murmure  d’ogn’aura  mi  par  voce 
Che  un  rimprovero  suoni  !... 

(s'aggira  bare olando  fra  i  sepolcri) 

Ah  di  mia  madre  è  questo  il  muto  avello!... 
Deh  pura  il  sai  son  io  !... 

Madre  !...  madre,  soccorri  al  dolor  mio. 

Ah  dagli  scauni  eterei, 

Dove  beata  siedi, 

Alla  tua  figlia  volgiti  , 

L’affanno  suo  deh  !  vedi. 

8ueste  innocenti  lagrime 
ffri  all’eterno  trono, 

Ed  al  mio  mesto  gemilo 
Piangi  tu  pur  con  me. 

Sai  che  infelice  io  sono, 

Ma  pura  al  par  di  te. 

SCENA  li. 

Detta  e  Godvino 

God.  Mina  ! 

Mina  Voi  qui  !...  Non  profanate  questo 

Mesto  loco....  lasciatemi  al  mio  pianto 
God.  Ingrata  !...  io  v’amo  sempre... 

Mina  ^  Ah!  tal  parola 

v  esca  più  dal  labbro,  e  se  d’onore 
Più  stilla  è  in  voi,  l’anello, 


11 


Che  m’involaste  in  un  fatale  istante, 
Rendetemi,  fuggite. 

God.  No...  mai...  v’amo;  a  difendervi  qui  resto. 
Mina  Ah  dal  sen  di  quella  tomba 

Cupo  fremito  rimbomba  ! 

Scellerato  fu  l’accento, 

Che  lo  giunse  a  provocar. 

Di  mia  madre  l’ombra  irata 
Già  ne  sorge,  su  me  guata!... 

Oh  terrore  !...  già  mi  sento 
Dal  suo  labbro  fulminar. 

Ah  fuggite  !...  il  mio  spavento 
Si  raddoppia  a  voi  dinante: 

Maledetto  sia  1’  istante 
Che  vi  scesi  ad  ascoltar. 

SCENA  III. 

Detti  ed  Egberto,  che  viene  dal  fondo  a  sinistra,  chiuso 
in  mantello.  Egli  ha  due  spade. 


God  • 

Mina 

Kgb. 

Mina 

ligb. 

Mina 

Egb. 

Egb. 
God. 
Egb. 
God . 
Egb. 


God, 


Egb. 


God. 
Egb. 
God . 
Egb. 


Io  resto...  { freddamente ) 

Aroldo  allora  saprà  tutto. 

Ei  tutto  ignorerà...  (entrando  fra  loro) 

Padre  ! 

(a  Mina)  Partite. 

Ah  m’ascoltate,  o  padre... 

(severo)  M’obbedite.  ( Mina  parte  dallasinistra ) 
SCENA  IV.  —  Egb  erto  e  Godvino. 

Scegli...  (gettando  il  mantello 1  è  presentando - 
Un  duello  ?  gli  le  spade) 

Sì,  e  mortale. 

Ma  la  sorte  non  è  eguale... 

Tu  ricusi?...  Al  mondo  in  faccia 
Vo  insultarti.... 

La  minaccia 
Io  non  curo...  Fia  lodato 
Chi  avrà  un  veglio  rispettato. 

Se’  un  infame,  un  vile  indegno... 

Nè  ancor  t’ecciti  allo  sdegno?... 

Dunque  in  te  l’onore  è  spento?... 

Io  sto  muto  al  vostro  accento. 

Oh  mia  rabbia  !...  Ebbene,  ascolta... 
Basti  '... 

M’odi  anco  una  volta; 

S’ora  invano  t’ha  gridato 
Vile,  infame  il  labbro  mio. 


12 


God. 

Egb. 

cJ 


God. 

Egb. 

God. 
Egb • 

A  2o 


Fare  a  tulli  di  svela  lo 
Chi  tu  sia,  saprò  ben  io* 

Basti,  Egberto... 

Venturiero 

Che  t’avvolgi  nel  mistero, 

Non  sai  tir  ch’io  farò  noto 
Come  il  padre  ti  sia  ignoto  ?... 

Ah!  una  spada  !...  ( furente } 

Grazie,  o  sorte  ! 

(presenta:  le  spade  a  Godvino,  che  ne 
ÌJna  spada  !...  in  guardia...  prende  una) 

A  morte. 

Qual,  o  perfido,  son  io 
L’ira  mia  ti  proverà. 

Col  tuo  sangue  il  furor  mio 
L’onta  infame  tergerà,  (si  battono } 

SCENA  V. 

Detti  ed  Aroldo 


Aro. 

God.-^ 

Aro 


Egb. 

D 

Aro. 

Egb., 

Aro. 

Egb. 

Aro. 


Egb.- 
Aro . 


Egb. 


Aro. 

Egb. 


Qual  rumore  !...  Un  duello  !...  Abbassate 
Or  quell’armi... 

Egb.  Tu  !...  A  rol do  !... 

(sr  sarà  avvicinalo)  Voi  siete  !... 

Sacro  è  il  loco  che  sì  prò  fi  nate, 

I  sepolcri  col  piede  premete, 

Empio  è  lui  che  le  tombe  violò 

Vieni  altrove..»-  (a  God.) 

Là  pure  io  sarò 

God.  Ne  lasciate...  un  di  noi  dee  morire. 

Io  saprovvi  dovunque  seguire. 

Dimmi,  scordi  a  chi  parli  ?... 

Son  lo, 

Son  Aroldo,  e  a  voi  parlo...  Ascoltarmi 
Solo  spetta  qui  a  voi...  Giù  quel  Tarmi; 

(entra  fra  loro } 

Sia  TofFesa  coperta*  d’obblio.... 

II  fratello  al  fratello  perdoni... 

Mai.  "  v 

Più  gioviti,  Tacciar  pria  deponi...  (a  God.) 
La  tua  destra...  (lo  disarma ,  e  gli  stringe  la 

.. .  .  ’  .  .o  ** 

Uh  eccesso  inaudito  !...  mano) 
La  man  stringi  dell’uom  ch’hai  tradito?... 

(a  Godvino) 

Ah  !...  tradito  !... 

(Che  dissii) 


Aro. 

ììgb. 

Aro. 


13 

(ad  Egb.) 


ivA  i  •  .  triste  ? 

i>o,  lasciatemi. 

^  vo\..  terminate. 

SCENA  VI. 

Detti  e  Mwa  dal  fondo  a  sinistra 
Mina  (Suon  qui  d’armi!) 

Aro.  (ad  Egb.)  Si  «Vp1;  •  (ind^tro) 

Mina  Che  fu?  '  bl  SVeh  11  “»«*«>• 

Egb.,  God.  Mina!...  ( avanzandosi ) 

i;:°-  (vedendola)  Saprò  alfine  il  vero. 

Mina  Grazia,  Aroldo... 

A^i  o.  a  Muia)  Che  parli  ? 


Egb. 
Aro . 


(Oh  ciel!) 

Era  dunque  costui  !...  Grazia!... 

I'fh'  „  ,  ,  (Quale  orrori) 

Jro.  Era  vero?...  ah  no...  è  impossibile... 

Che  ho  mentito,  almeno  dite... 

Un  accento  proferite... 

Vi  scolpate  per  pietà... 

Ma  tu  taci  !...  ah!  tolto  è  il  dubbio... 

Il  mio  pie  ti  schiaccierà  (Mina  spaventata 

71  finn  l  A  U  •  .  ,  .  .  0.lloTlt(ln(l  da  lllì) 

Mina  (Ah  scoppiata  e  ornai  la  folgore 
Che  ragia  sulla  mia  testa,  & 

E  la  vita  che  mi  resta 
Lenta  morte  mi  sarà  !.. 

Deh  conforti  almen  la  misera 
Un  accento  di  pietà  !) 

Egb.  Or  dal  .ciel  con  quelle  lacrime  (a  God.  indie  ado 
U  li  destino  fnn  cnà  . . ■ 


E  il  destino  tuo  già  scritto/.. 
Leo  tu  sei  di  tal  delitto, 

Che  più  inulto  non  andrà. 

S  ora  fa  sospeso  il  fulmine 
Più  tremendo  poi  cadrà.  * 

God.  Pronto  sono;  che  più  tardasi? 
Me  tremante  non  vedrai; 

Dal  mio  braccio  apprenderai 
S’io  conosca  la  viltà. 

Nuova  pugna  inevitabile 
L’onor  mio  vendicherà. 

Egb.  Dessa  non  è,  comprendilo, 

Che  devi  ora  punire.../ 


Mina) 


(ad  Egb.) 


(ad  Aroldo) 


14 

Aro*  Ah  veggo  chi  è  il  colpevole  !  (ad  Egberto) 
Onor  vi  fé’  brandire 
Quel  ferro  a  vendicarmi... 

Non  più...  riprendi  Tarmi... 

(a  God.  strappando  la  spada  di  mano  ad  Egb.) 
God .  Contro  di  voi  !...  noi  vo’. 

Aro .  Difenditi... 

God .  No,  no. 

Aro .  Non  odi  in  suon  terribile 
Gridarti  queste  tombe: 

Trema  ,  a  punirti  ,  o  perfido  , 

L’  ora  fatai  tuonò  !... 

Coro  Non  punirmi,  o  Signor,  nel  tuo  furore, 

O  come  nebbia  al  sol  dileguerò  ! 

Ah  pietade  di  me,  pietà  Signore  ,.. 

Non  punirmi  ,  e  tue  glorie  canterò. 

SCENA  VII. 

Delti  e  Briano. 


Bri. 

Aroldo  ?... 

Aro. 

Quali  canti?... 

(gli  cada  la  spada 
di  mano) 

Bri. 

Son  de’  pietosi  oranti  ... 

(  raggi  il  ngendol  o  ) 

Aro . 

E  vero  !... 

Bri. 

Il  cielo  pregano  ... 

Aro. 

11  cielo  !...  Ah  !... 

Bri. 

Torna 

in  te. 

Aro. 

Me  disperato  abbruciano 
Ira,  infernal  furore... 

Tranquilli  la  man  gelida 
Voi  mi  gravate  al  core  ... 

Ah  fate  prima  eh’  ardermi 
Le  vene  cessi  il  sangue  , 

E  la  virtù  che  langue 
Sarà  più  forte  in  me. 

Lasciatemi...  lasciatemi  ... 

Tutto  il  mio  cor  perde,  (il  canto  è  ripreso) 
Bri.  Non  odi  ?... 

Tutù  Istante  fiero  ! 

Bri.  Solleva  il  tuo  pensiero  ,  ( avvicinandolo ) 

Rammenta  i  giuramenti  ... 

Quel  canto,  e  quegli  accenti 
Del  ciel  la  voce  sono  .... 

Aro.  È  ver  !... 

Tutti 


Pace,  perdono. 


(v’  inginocchia) 


15 

Perduti  !....  giammai...  la  perfida  ( sorge 

Sia  maledetta.  trasalendo 

Tutti  Oh  cielo  !  ( Mina  cade  alle  gi¬ 

nocchia  di  Aro.) 

Bri .  Da  questa  tomba  un  fremito 
Tua  madre  stessa  ha  dato 

Aro.  Mia  madre!...  ahimè...  qual  gelo  !..  (va  bar - 

colando) 

Io  muoio!...  (cade  sui  gradini) 

Tutti  Oit  sventurato  ! 

(  Quadro  e  cala  la  tela) 


FUNE  DELL’  ATTO  SECONDO. 


ATTO  T BKZ0 


SCENA  PRIMA 


Anticamera  nella  dimora  di  Egberto  che  inette 
a  varii  appartamenti .  Sopra  una  tavola  è  l'oc~ 
corrente  per  iscrivere, 

Egberto  entra  pensoso  per  leggere  uno  scritto 


Egb. 


Bri. 


Ei  fugge!...  e  con  tal  foglio 
Mina  a  seguirlo  tenta  !... 

Infame  !...  egli  s’invola  a  mia  vendetta  !... 

O  spada  del Ponor  che  per  tanti  anni 
Cingevi  il  fianco  del  guerriero  antico, 

E  nei  cimenti  a  lui  mietevi  gloria  , 

Vanne  lungi  da  me...  più  non  ti  merto...  ( getta 
Disonorato  ioson!...  dison  irato  !...  la  spada) 
E  eh’ è  la  vita  mai  senza  l’onore  ?... 

E  un’onta...  ebben  si  tolga  .. 

Si,  si  un  istante,  e  tutto  sia  finito... 

(  s'appressa  al  labbro  un  anello ,  e  poi 

s'arresta) 

Ma  lasciar  tutto...  Amido...  la  mia  figlia  !... 

La  mia  colpevol  figlia!...  che!...  una  lagrima  ! 
Lacrima  il  ciglio  d’un  soldato!,..  Oh  quanto 
Sei  tu  grande,  o  dolor!...  mi  strappi  il  pianto  ! 
Mina,  pensai  che  un  Genio 
In  te  mi  desse  il  cielo, 

.Raggio  d’amor  purissimo 
Degli  anni  miei  sul  gelo... 

Stolto!...  sognai!...  sparita 
La  gioia  è  di  mia  vita; 

Una  innocente  lacrima 
Spira  ndo  non  vedrò; 

Solo  seguace  al  feretro 
11  disonore  avrò!  ( siede  commosso 

escrive) 

r 


SCEN  A  II. 

Detto,  poi  Briano  astratto  dalla  destra. 


Ah  si  finisca...  Aroldo...  Amido...  Addio 
Estremo...  (suggella  il  foglio ,  poi  riprende 
l'anello  per  suggerite  il  veleno) 
Li  qui  verrà... 


17 


Fgh.  ( sorpreso  arrestandosi)  Chi  ? 


Bri. 


Egb< 

Bri. 


Voi!...  d’Aroldo 

Cerco. 

E  inaccesso  a  tutti... 

A  me  noi  fìa, 
Quando  saprà  raggiunto  il  fuggitivo. 

Egb.  Che  di’? 

Bri.  Ei  verrà  tra  poco.  ( entra  a  sinistra 

nella  stanza  (V  Aroldo .) 

SCENA  HI. 

Egberto  solo. 

Godvino  qui  verrà  !... 

In  questo  tetto  uno  di  noi  morrà. 

Oh  gioia  inesprimibile, 

Che  questo  core  innondi, 

E  troppo  è  troppo  il  palpito 
Che  in  tutto  me  di  fondi! 

Convulsa  provo  un1  estasi 
Che  quasi  par  deliro  !... 

La  voce  ed  il  respiro 
Mancar  già  sento  a  me! 

Vendetta  !...  ah  vieni,  affrettati, 

Rinascerò  per  te.  (parte  dalla  destra) 

SCENA  IV. 

Aroldo  dalla  sinistra,  poi  Godvino  dalla  destra 

Aro.  L’istante  s’avvicina!...  Il  tuo  furore 

In  te  racchiudi,  nè  tradirmi,  o  core.  (siede) 
God.  Ricercare  mi  feste? 

Aro .  Si. 

God .  Prevedo 

Le  accuse.... 

Aro.  Non  un  detto. 

God.  Non  m’opporrò  a  vendetta,  se  bramate... 

Aro .  Solo  ho  un’inchiesta... 

God .  Quale  ? 

Aro.  Che  fareste,  se  pur  libera  fosse 
Mina  ? 

God.  Che  dite  ? 

Aro .  Io  chiedo...  Rispondete. 

God.  A  impossibil  supposto? 

Aro.  Jorg  ?...  S’avverta 

(/org.  comparisce) 


18 


God. 

Aro. 


God» 


Aro. 

Mina 
Aro . 
Mina 
Aro. 


Mina 
Aro . 


Mina 

Aro. 

Mina 


Aro. 


Mina 

Aro. 


Mina  che  qui  battendo...  ( Jorg  riparte ) 

E  che  cercate  ? 

Saper  s’è  a  voi  più  cara  ( alzandosi ) 

Colpevol  libertade,  o  l’avvenire 
Di  donna  che  perdeste... 

Là  tutto  udrete...  (lo  conduce  e  lo  chiude  in 
una  stanza  laterale  a  sinistra) 
(entrando)  (Cielo!...) 

SCENA  V. 

Aroldo  e  Mina  dalla  destra. 

Inevitabil  fu  questo  colloquio 
Prima  di  separarci... 

Che  !...  partite  ? 

Si...  questa  sera... 

Voi  !...  Come? 

Udite. 

Opposto  è  il  calle  che  in  avvenire 
La  nostra  vita  dovrà  seguire. 

Lontano,  ai  giorni  lieti  pensando, 

Vo  rassegnato  muovere  errando... 

Voi  stretta  aH’uomo  del  vostro  core, 

Trarvi  potrete  dal  disonore. 

Che  dite?... 

Quando  ci  unimmo  sposi 
Al  vostro  amore  col  mio  risposi... 

Or  fra  noi  lutto,  tutto  è  cangiato; 
L’infausto  nodo  sarà  troncato... 

Quest’atto  il  dice  (le  presenta  un  foglio) 

Cielo  !...  qual  fulmine! 

E  qui,  segnatelo...  firmato  io  Tho. 

Pietà,  pietade,  non  mi  scacciate... 

O  all  ’onta,  al  duolo  soccomberò... 

Sì  crudo,  Aroldo,  non  vi  mostrate.,. 

(Aimè!  che  il  pianto  frenar  non  so!) 
Credete  che  per  lacrime 
Si  scemi  il  dolor  mio?... 

Che  l’onta  incancellabile 
Si  terga  dall’  obblio?.. 

Che  rassegnato  accogliere 
Io  possa  il  disonor  ? 

Ah  vivon  quanto  l’anima 
Le  offese  delfonor  !... 

A  me  quell’atto..  Datelo  (glielo  toglie  di  mano) 
Firmate  ?... 


Mina 
M ro . 
Mina 


Si, 


Mro. 


Mro. 

Mina 


(Che  ascolto!) 

Trama  pensaste  il  piangere... 

Ora  tal  dubbio  è  sciolto...  (firma) 

Entrambi  siamo  or  liberi; 

Tutto  fra  noi  cessò,  (gli  rende  lo  scritto) 
Ora  il  potrete...  uditemi... 

Non  più,  signora...  (per  partire) 

Mina  (trattenendolo)  Il  vo’. 

Non  allo  sposo,  al  giudice 
Mi  volgo,  e  il  ver  dichiaro: 

Ai  rei  pur  sul  patibolo 
Niuti  di  pietade  è  avaro... 

E  in  me  ai  piè  vostri  supplice 
Non  la  colpevol  sta. 

Lasciatemi...  lasciatemi... 

Lo  esigo...  giudicatemi...  (cade  a  suoi  piedi) 
Tel  giurai,  sono  innocente... 

11  mio  labbro  qui  non  mente... 

Non  falba,  quest’alma  è  pura, 

Nè  il  mio  duolo  ebbe  misura... 

D’altri  donna  andar  dovrei 
Per  redimermi  all’onore?... 

E  sorvivere  potrei 
Discacciata  dal  tuo  core?... 

Basti...  basti... 

D’altri  moglie  !... 

Ah  voi  dunque  non  capite 
L’amor  mio?... 

Amor  !...  che  dite  ? 

V’amai  sempre.,  sempre  v’amo; 

Testimone  il  ciel  ne  chiamo... 

Ma  colui  !... 

Fu  tradimento... 

Vi  tradiva  ?... 

Sì. 

Fia  spento. 

Io  n’ho  il  diritto:.. 

Cielo  !... 

(indica  la  stanza)  È  là. 

SCENA  VI. 

Delti,  Eg  berlo  dalla  sinistra  con  la  spada  insangui¬ 
nata  alla  mano;  Briano  dalla  destra. 


Mro. 

Mina 


Mro. 

Mina 

Mro . 
Mina 
Mro. 
Mina 
Mro . 

Mina 
Mro . 


Non 


v’è  più 


Che  ?... 


Mina 


Un’uccisione 


20 

Bri . 

Aro* 

Egb. 


Bri. 


Un  duello  ? 

Un’espiazione. 

Chi  tentò  di  disonore 
Ricovrirci  estintoègià. dalla  dest.) 
Vieni  al  tempio  nel  tuo  core  (ad  Aro* 
Virtù  nuova  avrai  colà. 

SCENA  VII. 


Aroldo  Mina  e  Briano 

Aro.  Ah  si  ,  voliamo  al  tempio 

Fuggiam  le  inique  porte; 

Delitto  solo  e  morte 
Qui  l’uomo  vi  stampò. 

^i  seduttori  esempio 
Rimanga  questo  evento 
L’angoscia  e  lo  spavento, 

D’infamia  il  fulminò. 

Mina  Ah  dunque  non  v’ha  in  terra 

Conforto  al  mio  dolore?... 
D’involontario  errore 
Perdono  non  avrò?... 

Clemente  ciel  disserra 
Di  tua  pietà  il  tesoro, 

Col  palpito  t’imploro 
Del  cor  che  non  peccò! 

(Aroldo  è  tratto  altrove  da  Briano  ;  Mina  siede 
tramortita ,  e  cade  la  tela) 


FINE  DELL’  ATTO  TERZO. 


ATTO  QVABTO 

SCENA  PRIMA. 

Profonda  valle  in  Iscozìa.  La  riva  del  lago  Loomond 
si  vede  in  prospetto .  Monti  praticabili ,  coper¬ 
ti  di  selve  a  destra  e  sinistra ,  dov’è  un  pi - 
neto  presso  cui  una  modesta  casa.  Cade  il  sole . 

Lontani  suoni  di  cornamuse  e  corni  che  si  appres¬ 
sano.  Voci  di  Pastori  ,  Donne  e  Cacciatori  , 
che  scendono  dai  monti  e  s’incontrano  sulla  scena. 


(scendendo) 


Cacciat.  Sparve  il  sole...  il  calle  è  scuro; 

Lascia  i  boschi,  o  caccia tor. 

Pastori  Cade  il  giorno...  asii  securo 

Trovi  il  gregge  col  pastor. 

Donne  Vien  la  notte  !...  all’abituro 
Torna  carco  il  mieti  tor, 

Pas.  Viva  !... 

Cac.  Amici... 

Don .  Oh  lieto  dì  ! 

Cac.  Lieto  pur  per  noi  finì. 

Sulle  roccie  più  scoscese. 

Nel  più  cupo  delle  selve, 

Inseguito  abbiam  le  belve, 

Nè  alcun  colpo  errato  andò. 

Pas.  Colli  apprichi,  erbosi  piani 

Furori  pascolo  all’armento; 

Dissetollo  un  rio  d’argento, 

Poi  l’ovile  il  ricovrò. 

Dot}.  Del  meriggio  a’  rai  cocenti 

Noi  cogliemmo  aurate  spiche; 

Or  torniain  dell’ombre  amiche 
La  fresc’auia  a  respirar. 

Tutti  Ah!  ogni  giorno  pari  a  questo 
Ne  sorrida  avventurato, 

E  ogni  core'  al  cielo  grato 

Lodi  e  grazie  potrà  alzar,  (si  dis perdono) 


22 


SCENA  II. 

Bri  ano  e  Aroldo  in  eguale  costume  di  solitari! 
compariscono  da  una  vetta  a  destra,  e  scendono 
avviandosi  alla  casa. 

Aro.  (guardando  verso  la  parte  onde  s'odono  anco¬ 
ra  de '  canti) 

Cantan  felici!...  ed  io  l’inferno  ho  in  core!... 

Mi  tradìa  l’infedele  !... 

Ah  che  odiarla  dovrei...  pur  l’amo  ancora  !... 
Bri.  Ti  calma...  rientriamo...  è  tarda  l’ora. 

(la  campana  d'un  prossimo  villaggio  suona.) 
Aro.  La  campana  della  sera  !... 

Bri.  Che  ne  invita  alla  preghiera. 

Aro.  Orsù  al  ciel  la  mente  alziamo 

( s'inginocchia ) 

Bri.  Si,  preghiamo.  (fa  lo  stesso) 

V oci  lontane  Or  via  preghiamo. 

Aro .  Bri .  Danne  riposo— cielo  pietoso 

Nel  tuo  favor. 

Deh  tu  ne  affida  —  salvi  ci  guida 

Al  nuovo  albor. 
SCENA  111, 

E  notte  ;  la  luna  che  si  sarà  alzata  durante 
la  preghiera  ,  viene  coperta  da  grosse  nubi ; 
il  vento  impetuoso  soffia  e  sconvolge  il  lago. 
Montanari  e  Donne  da  varie  parti,  poi  Egberto 
Mina ,  e  due  Barcajuoli. 

Voci  Al  lago.  ( lontane ) 

Altre  Al  lago.  (da  altra  parte) 

Altre  Al  Iago.  (pià  'vicino ) 

(scoppia  l'oragano ,  il  cielo  e  squarciato  da 
spessi  lampi ;  s  ode  lo  scroscio  de'  fulmini.  I 
Montanari  accorrono  chi  sulla  cima  delle  col¬ 
line  ,  chi  alla  sponda  gridando ) 

Tutti  Maina  a  poppa. 

I.  A  te,  a  prora...  (gettando  una  fune) 

II.  Tira...  forte. 

Donne  Oh  ciel,  pietà  di  lor  !...  oh  ciel,  li  salva... 

(dopo  varii  sforzi ,  tirata  dalla  fune ,  compa¬ 
risce  una  barca  mezza  franta ,  colla  vela  squar¬ 
ciata'.  vi  sono  due  Barcajuoli.  Mina  ed  Egberto) 
Tutti  Approda!...  è  salva!... 

(la  tempesta  è  calmata}  i  viaggiatori  scendo¬ 
no  a  terra) 

Egb,  Oh  il  ciel  sia  ringraziato. 

Coro  Bussate  a  quella  porta...  ivi  dimorano, 

E  ospitarvi  potran.  O  du®^  solitari!  (partono  tutti) 


Mina 

Egb. 

Mina 

Egb. 

Mina 


Egb. 
(la  fa 


Aro, 

Egb. 

Aro, 

Mina 

Aro. 

Mina 

Aro. 

Mina 

Tutti 

Aro . 


Egb. 


Mina 


25 

SCENA  IV. 

Egb  erto  e  Mina 

Ah!  più  non  reggo...  Ohimè!  sento  mancarmi. 
Meglio  saria  morire. 

Soffri  per  poco,  avrem  colà  riposo.  ( ind .  la  casa) 
E  i  nostri  servi? 

Il  ciel  vegli  su  loro. 

Povero  padre  mio...  perdona  a  questa 

Disg  raz'iata  donna 

Che  te  seguì  fuggente 

Da’  luoghi  ove  punita  fu  cotanto. 

Non  più.  .  qui  posa,  o  Mina....  tergi  il  pianto 
seder  sopra  un  sasso ,  e  va  a  picchiar  alla  porta) 
SCENA  V. 

Detti  ed  Aroldo 

•■V.  •  • 

Chi  v’ha?...  ( dall'interno ) 

Accordate  asilo  al  viandante. 
(comparendo  sulla  soglia) 

Ben  giunga  lo  straniero  al  tetto  mio. 

(Qual  voce  mai  !...) 

(avanzandosi)  Chi  geme?... 

Un’infelice...  (correndo  a ’  suoi  piedi) 

Mina!... 

Aroldo  ! 

Oh  Dio  !... 

Ah  da  me  fuggi  ,  involati, 

Né  t’appressar  più  mai... 

I  cari  miei,  la  patria, 

Tutto  per  te  lasciai... 

Qui  volli  in  pace  vivere, 

Sottrarmi  al  disonore, 

E  tu  vi  giungi  a  schiudermi 
Novello  incendio  in  core  ?... 

Va...  non  volermi  astringere 
A  maledirti  ancor. 

La  patria  legge  vindice 

II  sangue  mio  chiedeva, 

E  me  fuggente  ed  esule 
Mina  seguir  voleva: 

Delle  tempeste  l’impeto 
La  trasse  a’  piedi  tuoi... 

Aroldo,  se  più  moglie 
Nomarla  tu  non  puoi. 

Ancora  ell’è  mia  figlia  , 

[Rispettala,  signor. 

Pace,  mio  padre,  calmati, 

Ripartiremo  or  ora  ; 


24 


Lo  stesso  tetto  accogliere 
Non  puote  entrambi  ancora. 

Se  ancor  mi  tien  colpevole 
Indegna  ne  son  io... 

M  a  se  al  tuo  piò  qui  trassemi  (  ad  4r&.) 
A  forza  i!  fato  mio, 

Un  solo  accento,  l’iiltimo, 

Ascolta,  Aroldo,  ancor. 

SCENA  ULTIMA 

Detti  e  B riano  dalla  casa 

Mina  Allora  che  gli  anni  avran  domo  il  core, 

E  bianco  il  mio  crine  sarà  pei  dolore; 

Allo»*  che  questi  occhi  fien  muti  di  pianto, 
E  aifin  l’ora  estrema  suonare  m’udrò... 

Non  tornii  la  speme,  la  speme  soltanto, 

Che  allor  perdonata  almeno  morrò. 

Aro.  (Ah  troppa  è  la  prova  !...  non  regge  il  mio  core!... 

Commosso  mi  sento  da  tanto  dolore!) 

Egb.  Quel  pianto  che  sgorga  pentito ,  sincero 
Nell’alma  ti  scenda  di  pace  foriero. 

Bri .  Lo  strazio  ch’opprime  quell’alma  tu  vedi: 

Lo  sdegno  deponi,  ti  piega,  deh  cedi, 
Perdona...  mirarti  sì  crudo  non  vò. 

Egb.  Bri .  Perdona. 

Aro .  (Le  lacrime  frenare  non  so!) 

Mina  Aroldo\...  che  veggo  !...  Ah  spero  in  quel  pi  iuta 
Tgb.,  Bri.  Ti  placa  deh  cedi... 

Mina  Io  pur  piansi  tanto... 

Egb.  Bri .  Aroldo  !... 

Mina  Perdona. 

Aro.  ( come  ispirato )  Si,  sei  perdonata. 

Mina  Ali  grazie  mio  sposo!...  ( s'abbracciano ) 
Aro.  Mina  Per  sempre  al  mio  cor. 

lutti  Oh  istante  sublime! 

Mina  Oh  gioia  insperata  ! 

Tutti  Trionfi  la  legge  soave  d’amor  !!! 

(quadro  e  cala  la  tela ) 

Se  ne  permette  la  rappresentazione 
Per  i  Emo  Pie  ario  -  Antonio  Bus;  "eri  Revisore 
oe  ne  permette  la  rappresentazione 
C,  Boria  Revisore  Politico 
Se  ne  permette  la  rappresentazione 
Pet  la  Deputazione  dei  pubblici  Spettacoli 
C .  Cardelli  Deputato 


4